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venerdì 15 aprile 2011

Restiamo Umani


"Restiamo umani è l'adagio con cui firmavo i miei pezzi per il manifesto e per il blog ed è un invito a ricordarsi della natura dell'uomo, io non credo nei confini nelle barriere, nelle bandiere.Credo che apparteniamo tutti, indipendentemente dalle latitudini e dalle longitudini, alla stessa famiglia che è la famiglia umana"
IO OGGI NON POSSO SMETTERE DI PIANGERE.. Buon viaggio Vittorio

mercoledì 9 febbraio 2011

a volte succede qualcosa di dolce e fatale
come svegliarsi e trovare la neve
o come quel giorno che lei mi sorrise
ma senza voltarsi e fuggire
vederla venirmi vicino fu quasi morire
trovare per caso il destino
e non sapere che dire
ma invece fu lei a parlare
"mi piace guardare la faccia nascosta del sole
vedere che in fondo si muove
dormire distesa su un letto di viole" mi disse
e a te cosa piace?
"mi piace sentire la forza di un'ala che si apre
volare lontano
sentirmi rapace, capace di dirti ti amo
aspettiamola insieme l'estate"


sabato 5 febbraio 2011

ah, tu pensavi che anch’io fossi una
(Da
Anno Domini)

Ah, tu pensavi che anch’io fossi una
che si possa dimenticare
e che si butti, pregando e piangendo,
sotto gli zoccoli di un baio.

O prenda a chiedere alle maghe
radichette nell’acqua incantata,
e ti invii il regalo terribile
di un fazzoletto odoroso e fatale.

Sii maledetto. Non sfiorerò con gemiti
o sguardi l’anima dannata,
ma ti giuro sul paradiso,
sull’icona miracolosa
e sull’ebbrezza delle nostre notti ardenti:
mai più tornerò da te.

Anna Achmatova

martedì 21 dicembre 2010

S'è sciolta la neve


La neve si è sciolta, lasciando una poltiglia marroncina che si è portata via l'incanto di questi tre giorni. A parte le polemiche sul taffico incasinato, sulla gente bloccata in macchina per ore ( me compresa), sono riuscita a cogliere la felicità del bianco tutto intorno. Firenze sembrava un posto magico. Era un posto magico. Silenzio. Nessuna macchina. Una Venezia di ghiaccio dove il paesaggio stravolto dalla luce accecante era surreale. Ho camminato per le strade facendo scricchiolare la neve sotto i piedi e godendomi la felicità imprevista di chi, come me, ha colto l'evento straordinario mettendo da parte pensieri e arrabbiature inutili. Pallate di neve tra amici e illustri sconosciuti. Derapate sui marciapiedi gelati e chissenefrega se si può cadere. Ritornare bambina per tre giorni e sentirsi euforica della neve e nulla più. sentirsi leggera come un fiocco che cade, aprire la bocca a naso in su e con gli occhi chiusi, trasformarsi in un pupazzo. Ora è finita. Peccato..